I pericoli della Peif 54.1

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Mercitalia: i pericoli della PEIF 54.1

Firenze, 28 febbraio 2020

La PEIF 54.1 di Mercitalia, la cui entrata in vigore è prevista per il prossimo 1 aprile, presenta molti aspetti negativi:

– estende l’opera, già da tempo avviata, di impresenziamento degli impianti da parte del personale di terra, con ricadute sull’occupazione, sulla sicurezza dei lavoratori e dell’esercizio e sul rispetto dell’orario di partenza dei treni;

demanda al personale di macchina moltissime attività, quali lo stazionamento dei materiali negli scali impresenziati, il controllo della congruenza tra quanto scritto nel registro M 36 e il contenuto delle casse delle staffe, l’obbligo di contatto diretto con gli operatori di manovra, fino al verificarsi del quale i macchinisti non potranno lasciare il treno.

È indubbio che vi siano implicate pesanti ricadute sul mansionario dei macchinisti, che si vedranno addossare attività di manovra e di controllo di altri operatori, con un incremento delle responsabilità, sia per i treni in partenza che in arrivo.

Queste nuove incombenze si sommano agli elevati carichi di lavoro già previsti dalle norme attuali.

Nulla è stato inoltre scritto su come possa risultare tracciabile il fatto che il personale abbia adempiuto a tali incombenze: ad esempio cosa significa precisamente “contatto diretto” con la manovra e come si può dimostrare che tale contatto sia avvenuto?

Inoltre tutte queste attività prevederebbero un notevole incremento dei tempi accessori, sia in partenza che in arrivo, estendendo o saturando la prestazione comandata. Pensiamo in particolare alle difficoltà che spesso i macchinisti hanno nel mettersi in comunicazione con il COT, o al tempo necessario per serrare tutti i freni a mano di un treno.

Riteniamo assolutamente inaccettabile una variazione in senso ulteriormente peggiorativo del mansionario dei macchinisti, in particolare dopo gli aumenti di carichi di lavoro e responsabilità già avvenuti negli ultimi anni; nemmeno se ciò avvenisse in cambio di qualche “contentino”, ad esempio sulla logistica e sui tempi accessori.

Riteniamo quindi necessaria una decisa presa di posizione contro i contenuti della PEIF in oggetto, da parte di tutte le organizzazioni sindacali, RLS, RSU e da parte di tutto il personale interessato.

La redazione di “Ancora In Marcia”

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