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Ultimi aggiornamenti in tema di pensioni, condizioni di lavoro, rivendicazioni

Firenze, 14 luglio 2018

In questi giorni abbiamo ricevuto diverse lettere da parte di abbonati, che principalmente esprimevano:

  • preoccupazione per gli ultimi episodi segnalati di macchinisti prematuramente deceduti, dramma al quale imprese, sindacati e politica non hanno ancora prestato la dovuta attenzione;

  • speranza che le forze politiche attualmente al Governo intervengano finalmente a modificare i requisiti di accesso alla pensione per macchinisti, capitreno e manovratori, come si erano impegnati a fare quando si trovavano all’opposizione;

  • delusione perché, fino ad ora, l’attuale Governo non ha ancora preso provvedimenti concreti a modifica della legge Fornero;

  • dubbi in merito alla notizia della presentazione di proposta di legge da parte dei Sen. Poli e Casini, il cui testo è esattamente quello della proposta di legge che a suo tempo era stata presentata dal Sen. Poli nel 2013 e, in varie fasi, da quasi tutte le forze politiche (di opposizione, ma anche di maggioranza), che scaturisce dalla collaborazione della Commissione Pensioni di “ancora In Marcia!” con tutta la Commissione Lavoro della Camera della precedente legislatura.

In merito a queste tematiche, riteniamo pertanto necessario fare il punto della situazione, chiarendo alcuni aspetti.

Sulla scia di macchinisti morti

Il compito di segnalare di volta in volta i casi di colleghi prematuramente scomparsi, aggiornando il conteggio iniziato a gennaio 2015, è sicuramente triste, ma ci siamo sentiti in dovere di farcene carico, per non dimenticare i colleghi stessi e per denunciare quanto sta accadendo, affinché non passi sotto silenzio o peggio venga “archiviato” come una sorta di “fenomeno naturale”, che viste le cifre (67 in tre anni e mezzo) non è di certo.

Approfittiamo per ringraziare tutti coloro che ci stanno sostenendo e anche aiutando, segnalandoci i casi che ci sono sfuggiti.

Le ultime notizie in materia di pensioni

Il fatto che una proposta di legge affine alla “nostra” sia già stata presentata, in questa legislatura, non può che farci piacere, e confermare il fatto che il lavoro fin qui fatto non è stato vano.

Ancora In Marcia!” sta intanto avendo ulteriori contatti con esponenti dei partiti di Governo ma anche con forze di opposizione. Continueremo il nostro impegno di sensibilizzazione di tutte le forze politiche, indipendentemente dal proprio orientamento, sul problema in questione, al fine di giungere a correggere l’assurda situazione creatasi, che ha portato macchinisti, capitreno e manovratori, ad andare in pensione a 67 anni, affinché si arrivi al più presto all’approvazione di una legge che preveda la possibilità, per questi lavoratori, di maturare il diritto alla pensione al raggiungimento di

  • 58 anni di età e 38 anni di contributi;

  • 55 anni di età e 35 anni di contributi in caso di inidoneità definitiva alla propria mansione, a condizione di aver lavorato per almeno 15 anni nel profilo di appartenenza.

Il sostegno dei lavoratori

Al fine di arrivare al più presto ad un risultato soddisfacente, riteniamo però indispensabile che i lavoratori interessati partecipino attivamente, dando forza alle varie iniziative messe in campo. Invitiamo quindi innanzitutto alla massima partecipazione alle iniziative che stiamo portando avanti e a quelle che organizzeremo al più presto (vertenze legali, convegni, manifestazioni…), con particolare riguardo al nostro giornale, che di volta in volta cerca di fare il punto della situazione e di fornire utili approfondimenti su questi temi, e che per sopravvivere ha bisogno del maggior numero di abbonati possibile.

Riteniamo inoltre che la necessità di porre fine alla scia di decessi e di arrivare al più presto alla possibilità di andare in pensione in condizioni accettabili debba essere manifestata dai lavoratori in tutti i modi possibili, in particolare anche attraverso azioni di lotta, come lo sciopero. La prima occasione per esprimere questa volontà dei lavoratori dell’esercizio è rappresentata dallo sciopero, proclamato per questo mese di luglio, dai sindacati di base (attualmente sappiamo di CAT e CUB), i quali nelle proprie piattaforme rivendicative hanno richiamato appunto le condizioni di lavoro del personale mobile, l’orario di lavoro e la pensione.

La redazione di “ancora In Marcia!”

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