Salute dei macchinisti e pensione

Salute dei macchinisti e pensione

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Vito Totire: “amianto, mesoteliomi dei macchinisti ferroviari, politica dell’INPS e “dispersione” del diritto penale. Esigiamo un processo penale nazionale!

Bologna, 30 ottobre 2018 – “Alla richiesta di maggiorazione pensionistica avanzata dai macchinisti delle ferrovie l’INPS risponde negativamente e si costituisce in giudizio contro le istanze dei lavoratori; si vuole “risparmiare”?

Eppure a proposito della esposizione ad amianto dei macchinisti i dati epidemiologici sono drammaticamente chiari; il quarto report RENAM (periodo 1993-2008) 55 casi; sono diventati 79 col quinto report (1993-2012) e 102 col sesto (1993-2017); nonostante questa evidenza, da cui di deduce peraltro prova di una pregressa esposizione ad amianto anche quantitativamente elevata (vedi Burdorf, Iwatsubo, Quaderni del Ministero della salute giugno 2012) i lavoratori sono costretti a ricorrere alla valutazione dei Giudici della corte dei conti che stanno sopportando un duro lavoro ma che si affidano a consulenze che, purtroppo, non sono sempre univoche.

A fronte delle gravi vicissitudini dei lavoratori ferroviari è doveroso chiedersi: a cosa serve in Italia l’epidemiologia se sui dati epidemiologici hanno il sopravvento le politiche del “risparmio”?

A cosa serve l’encomiabile e certosino lavoro degli operatori che redigono il RENAM?

Ma si può “risparmiare” nonostante l’evidenza scientifica e l’impressionante numero di macchinisti morti per mesotelioma?

Il governo e il ministro del lavoro hanno l’occasione e il potere di sanare la situazione con un atto di indirizzo! Lo faranno o si continuerà con defatiganti e contraddittorie perizie nonostante la evidenza epidemiologica?

Agli ex-esposti ad amianto dobbiamo serenità benessere e gli stiamo dando invece ulteriori distress e vessazioni.

Infine una nota di grave rammarico ed una “rivendicazione”. La proposta del giudice Raffaele Guariniello di attivare una procura nazionale per perseguire i reati gravi in materia di prevenzione e sicurezza avrebbe facilitato una prospettiva che dobbiamo ritenere ancora aperta: un processo penale nazionale a tutela di questi 102 lavoratori colpiti da mesotelioma a causa della omissione di misure di sicurezza; è noto a tutti che solo nel 1995 si cominciò a fornire sistematicamente i doppi per le vie respiratorie per le “visite macchina” effettuate dai macchinisti benché questa fosse la misura da adottare solo in seconda battuta dopo e caso mai in aggiunta alla minimizzazione del rischio ala fonte.

Vogliamo un processo penale nazionale unificato per rendere giustizia ai macchinisti della ferrovie italiane”.

Vito Totire

Medico del lavoro/psichiatra

Presidente AEA- Associazione Esposti Amianto

via Polese 30 40122-Bologna

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