Com’è andato il convegno del 12

Com’è andato il convegno del 12

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Il convegno di Ancora In Marcia del 12 settembre 2022 ha visto una buona partecipazione di macchinisti, segno che gli argomenti all’ordine del giorno, lavoro, salute e pensione, sono molto sentiti all’interno della categoria.

Un po’ di delusione dalla politica

È stata espressa da diversi partecipanti delusione per il disinteresse dimostrato da gran parte del mondo politico: sono stati invitati a partecipare alla nostra iniziativa tantissimi parlamentari attualmente in carica, di tutti gli schieramenti, e anche i candidati alla Camera e al Senato alle prossime elezioni del 25 settembre, ma con riscontri possiamo dire abbastanza deludenti.

Nel dispiacersi per i tantissimi che non ci hanno risposto, sono stati invece espressi ringraziamenti nei confronti della Sen. Susy Matrisciano (M5S), Presidente della Commissione Lavoro del Senato; delle Onorevoli Valentina Barzotti e Stefania Mammì (M5S); dell’On. Elena Murelli (Lega Nord) e di Alessandro Bongarzone (UP) candidato alla Camera (UP); i quali, pur essendo impossibilitati a partecipare al convegno, hanno espresso solidarietà ed interesse per la nostra vertenza dei ferrovieri, dando inoltre disponibilità per futuri incontri.

È stata invece molto apprezzata la partecipazione di Mario Iacopino, macchinista di Trenord, candidato alla Camera nelle liste del Movimento 5 Stelle.

L’introduzione

Ha aperto i lavori Matteo Mariani, caporedattore di Ancora In Marcia, che partendo dall’esperienza del precedente convegno del 2 maggio ha riassunto la situazione in cui ci si trova oggi: è stata emanata la risoluzione della Commissione Lavoro del Senato, che impegna il governo a prendere provvedimenti legislativi per ridurre i carichi di lavoro dei ferrovieri turnisti, anche a seguito dei numerosi infortuni, tra i quali alcuni mortali; nella risoluzione si chiede inoltre al governo di valutare l’inserimento dei ferrovieri che lavorano a turni tra le categorie dei lavori usuranti.

C’è inoltre tuttora depositata la proposta di legge del Sen. Puglia (M5S), che chiede il ripristino dei 58 anni per il pensionamento di macchinisti, capitreno e manovratori.

Nella situazione attuale, però, con le elezioni in vista e quindi un nuovo Parlamento, sarà necessario, anzi obbligatorio, riprendere i contatti con le varie forze politiche e con le Commissioni Lavoro di Camera e Senato, per fare in modo che i passi in avanti fatti in questa legislatura non siano stati vani ma anzi possano tradursi in risultati concreti.

La relazione sul tema pensioni

Il moderatore Gianluca Cardinale ha quindi dato la parola a Marco Crociati, responsabile della Commissione Pensioni di Ancora In Marcia.

Marco ha questa volta incentrato il proprio intervento sul documento del Centro Studi del Senato, (Dossier N. 12) nel quale si legge inequivocabilmente che le categorie di macchinisti, capitreno e manovratori dovevano essere inserite tra quelle da armonizzare (es. vigili del fuoco e forze dell’ordine) per i quali l’armonizzazione ha significato l’innalzamento di 1 anno dell’età di accesso alla pensione mantenendo comunque gli aumenti di valutazione secondo i rispettivi ordinamenti; quindi stando a quel documento si sarebbe dovuti giungere al limite ad un’età di 59 anni, e non 67 come è invece stato.

Il mancato inserimento tra gli armonizzandi, ha spiegato Crociati, è dovuto quindi non ad un “errore legislativo”, come è stato detto fino ad oggi, ma ad arbitraria ed errata interpretazione dell’INPS, che con la circolare N. 35 del 14/03/2012, al punto 11.4 ha affermato che i ferrovieri non erano da inserire tra gli armonizzandi.

Marco ha quindi proposto di sottoporre queste argomentazioni, reperite da una nuova e più approfondita analisi del materiale in possesso della redazione, ai deputati e senatori della nuova legislatura che si vorranno fare carico della problematica in oggetto, e di valutare anche la possibilità di una nuova vertenza legale.

Crociati ha inoltre ribadito come la nostra categoria abbia subito non una ma due ingiustizie in parallelo, in quanto non solo siamo stati privati del fondo speciale senza essere inseriti tra gli armonizzandi, perdendo quindi i 58 anni, ma ci è stato sottratto anche l’aumento di valutazione di 1/10, l’anno ogni 10 del cosiddetto “scivolamento”, mentre le categorie che sono state armonizzate hanno conservato anche questa agevolazione del calcolo degli anni di contribuzione.

Macchinisti prematuramente deceduti

Pasquale Romano, redattore di Ancora In Marcia, dando notizia dell’ennesimo caso di macchinista prematuramente scomparso, ha posto la questione dei numerosi colleghi che ci hanno lasciato dopo essere andati da pochissimo in pensione. Romano ha formulato quindi una domanda per il Dott. Totire, Medico del Lavoro, chiedendo se possa esistere una correlazione tra una vita lavorativa frenetica e piena di stress come la nostra e il trovati di colpo “fermi” in pensione.

Pasquale ha tenuto a precisare che con queste parole non intendeva sostenere che bisognasse proseguire il lavoro anche in età avanzata, ma al contrario che fosse a suo avviso necessario ripristinare i cosiddetti “turni anziani” che una volta erano previsti per i macchinisti, permettendo loro di svolgere negli ultimi anni di carriera dei servizi più leggeri e di arrivare quindi meno affaticati alla pensione.

Lavoro e salute

Il Dott. Vito Totire, portavoce della Rete Nazionale Lavoro Sicuro, ha sostenuto la necessità di prevenire, prima di arrivare alla manifestazione delle malattie. Ha ribadito al propria disponibilità e quella della Rete all’analisi dei numerosissimi casi di mortalità precoce dei macchinisti, analizzando anche individualmente ogni singolo caso.

Secondo Totire, in Italia siamo ancora molto indietro in tema di salute e lavoro, in quanto per avere il riconoscimento delle malattie professionali, anche solo a fine di risarcimento, è necessario finire nelle aule dei tribunali. Molti casi da lui seguiti hanno riguardato ad esempio macchinisti colpiti da mesotelioma, con l’INAIL che si rifiutava di riconoscere il diritto al risarcimento.

È indispensabile quindi un intervento della politica, con l’emanazione di linee guida che impongano il diritto ad un adeguato risarcimento. Ma è ancora più importante intervenire, anche monitorando le cartelle cliniche settore per settore del lavoro, al fine di prevenire con adeguate contromisure l’insorgenza delle malattie che sono purtroppo “tipiche” dei singoli settori.

Totire ha infine concordato con la proposta di Pasquale Romano sull’istituzione dei turni più leggeri negli ultimi anni di lavoro, perché in effetti un avvicinamento alla pensione più graduale può evitare serie complicazioni.

La vertenza dei ferrovieri su lavoro e pensione

Ezio Gallori, storico fondatore del CoMU e reattore del giornale Le lotte dei pensionati, ha richiamato i principi fondamentali che devono reggere una vertenza: questa deve essere realizzabile, giusta e sentita.

Gallori ha confermato che la soluzione dei problemi di eccessivi carichi di lavoro e pensione troppo lontana è realizzabile, e che i macchinisti non stanno chiedendo niente di esagerato. È una vertenza giusta, in quanto sostenuta da fior di argomentazioni scientifiche, e motivata dal desiderio di porre fine alla tragica scia di morti di cui ci troviamo a dar notizia quasi quotidianamente. È inoltre una vertenza sentita, come dimostra ad esempio la partecipazione di tanti colleghi alle iniziative di Ancora In Marcia.

Savio Galvani, Presidente dell’Associazione Augusto Castrucci e redattore de Le lotte dei pensionati, ha illustrato la problematica delle pensioni, alla luce dell’innalzamento dell’età e degli anni di contributi necessari, ma anche della stagnazione degli assegni pensionistici. Anzi, una volta che sarà a regime il sistema contributivo, i futuri pensionati, con l’inflazione galoppante e l’aumento vertiginoso di energia e materie prime, potrebbero davvero essere a rischio povertà.

Verso la prossima legislatura

Mario Iacopino, macchinista di Trenord, è candidato alla Camera nella lista del Movimento 5 Stelle.

Il primo punto da lui toccato è stato quello della risoluzione del Senato: Mario ha confermato che è intenzione sua ma anche in generale dei 5 Stelle quella di portarla avanti per giungere a dei risultati concreti. Il fatto che si tratti di un collega, con 16 anni di esperienza, sicuramente potrà essere d’aiuto, trattandosi di un ferroviere che, se eletto, potrà portare i problemi della categoria nelle sedi istituzionali. Iacopino ha poi parlato del tema dei lavori usuranti, ricordando che nel programma dei 5 Stelle c’è l’ampliamento delle categorie rientranti in questo gruppo.

Conclusioni

Nel riepilogare quanto esposto dai vari relatori ed ospiti al convegno, Matteo Mariani ha confermato l’approvazione della proposta di Marco Crociati di portare avanti, sia con contatti in Parlamento che valutando le vie legali, le argomentazioni contenute nel documento del Centro Studi del Senato.

Nell’esprimere la propria gratitudine a Marco Iacopino per essere intervenuto, i partecipanti al convegno non possono che valutare positivamente l’eventuale ingresso in Parlamento di un collega che, assieme ai politici che ci hanno sempre sostenuto e a quanti altri vorranno farlo, potrà portare avanti quanto richiesto nella risoluzione della Commissione Lavoro del Senato e nelle proposte di legge nelle quali è stato chiesto per macchinisti, capitreno e manovratori il ripristino dei 58 anni come età per la pensione.

L’impegno della rivista Ancora In Marcia a beneficio della categoria e a favore del miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita viene inoltre confermato; è opportuno inoltre ricordare la necessità che nuovi colleghi inizino a dare una mano con i lavori di redazione e la diffusione del giornale, perché più forze si avranno, più iniziative si potranno portare avanti, e nel miglior modo possibile.

Di seguito il video integrale del convegno

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