COMUNICATO: RITIRARE IL LICENZIAMENTO DEL MACCHINISTA ADRIANO PATTI

COMUNICATO: RITIRARE IL LICENZIAMENTO DEL MACCHINISTA ADRIANO PATTI

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Adriano Patti, macchinista, è stato licenziato dall’impresa ferroviaria Trenitalia Tper.

Ad Adriano era stata comandata una marcia a vista specifica su dei passaggi a livello ma, dopo aver eseguito correttamente la marcia a vista sui primi due, per una errata valutazione non ha individuato il terzo, transitando su di esso a velocità maggiore ed arrestandosi immediatamente una volta accortosi dell’errore.

Purtroppo questo terzo passaggio a livello aveva le sbarre anormalmente alzate e, contrariamente a quanto previsto dalle norme, non era protetto lato strada e ad ogni modo in quel momento non vi era transito di automobili, quindi non ci sono stati danni a persone o cose.

Ad Adriano è stato comunicato di proseguire e terminare il proprio servizio, poi gli sono stati disposti alcuni giorni di formazione professionale, al termine dei quali avrebbe dovuto sostenere un esame per il ripristino della licenza. Invece a due giorni dall’esame gli è stata consegnata la lettera di licenziamento.

Noi riteniamo assolutamente ingiusto questo provvedimento.

Prima di tutto, come da tempo denunciamo, i passaggi a livello, sono anelli debolissimi per la sicurezza ferroviaria: in certe linee “secondarie” come quella percorsa da Adriano, sono obiettivamente troppi e ogni giorno prendiamo nota di incidenti che solo per coincidenze fortuite non hanno conseguenze ma quando ci sono possono essere devastanti. Sulle direttrici principali da anni sono stati infatti eliminati ma occorre che questo sia fatto su tutte le linee.

E nemmeno è pensabile che nel 2023 sia demandato alla ricognizione di un treno con passeggeri a bordo il compito di verificare se un passaggio a livello sia aperto o chiuso: sono necessari e possibili sistemi tecnologici per evitare questo, la sicurezza dell’esercizio ferroviario non può essere scaricata tutta sul solo macchinista, senza nessun altro ausilio.

Il tutto in un contesto in cui, come denunciamo da tempo, il macchinista è lasciato solo in cabina di guida. È inammissibile che tutta la sicurezza sia nelle mani di un unico operatore, e che si dia per scontato che questi non possa mai commettere un errore!

Da un punto di vista puramente disciplinare invece, il CCNL delle attività ferroviarie è chiaro: poteva essere ammissibile una sanzione minore, era giustissimo l’invio ad un corso di formazione per il recupero delle competenze, ma è inaccettabile il licenziamento, soprattutto perché riteniamo che sia più frutto di una reazione mediatica che connesso alla mancanza in sé.

Chiediamo quindi il ritiro del licenziamento di Adriano e il suo reintegro sul posto di lavoro.

Riteniamo inoltre necessario che questa richiesta venga avanzata anche da tutte le organizzazioni sindacali, dalle quali ci aspettiamo una decisa presa di posizione.

Questo si rende indispensabile anche per evitare che tale sanzione, sproporzionata, non diventi un grave e inaccettabile precedente in tutte le Società di trasporto, nell’indifferenza generalizzata.

Chiediamo che venga rispettato il divieto di inoltrare treni su tratti di linea che presentano passaggi a livello di cui il gestore dell’infrastruttura ha perso il controllo e per i quali non sia stato confermato il presenziamento lato strada da parte delle forze dell’ordine.

Chiediamo infine che i macchinisti non vengano più lasciati soli, per poi essere puniti in caso di errori.

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