Mercitalia, trasferte forzate

Mercitalia, trasferte forzate

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È di questi giorni la notizia di alcuni macchinisti di Mercitalia Rail Liguria che sono stati mandati in trasferta, con atto unilaterale della società, per un periodo della durata prevista di un mese in impianti del sud Italia.

Questi nostri colleghi sono stati infatti inviati a colmare presunte carenze di organico contro la loro volontà e con un preavviso brevissimo, di un paio di giorni.

Ci risulta inoltre che Mercitalia Rail non abbia nemmeno emanato qualche manifestazione di interesse per verificare se vi fossero per caso macchinisti disposti ad andare in trasferta volontariamente.

Non sarebbe stato inoltre tenuto conto di graduatorie o degli eventuali carichi familiari di questi macchinisti, alcuni dei quali hanno situazioni famigliari che necessitano di una adeguata programmazione prima di potersi assentare continuativamente dalla residenza della famiglia.

Non era davvero possibile trovare altre soluzioni, che non andassero a colpire i lavoratori in maniera così assurda e repentina?

Mercitalia Rail sta infatti portando avanti da alcuni anni un piano di assunzioni: le carenze di organico non potevano essere coperte da assunzioni mirate?

Anche il presunto calo del traffico di MIR in Liguria a causa di treni che sarebbero passati ad imprese concorrenti non può costituire una valida giustificazione per queste scelte: non sarebbe stato sufficiente una variazione della ripartizione del lavoro con gli impianti limitrofi?

Ci risulta ad esempio che la Lombardia sia cronicamente sotto organico e che i macchinisti abbiano difficoltà ad avere i giorni di ferie richiesti; non si potrebbe quindi pensare di ripartire diversamente tra Lombardia e Liguria i treni della tratta Milano- Genova e quelli che proseguono fino a La Spezia e Livorno?

Nell’esprimente tutta la nostra solidarietà a questi colleghi trattati in maniera così disumana, deprechiamo il comportamento di un’azienda che, per riparare ad errori della propria dirigenza, ne scarica le responsabilità sui dipendenti, spostandoli di qua e di là come se fossero delle pedine.

la Redazione di Ancora In Marcia

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