Rinnovato il CCNL dei ferrovieri

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Un insulto alla Commissione Lavoro del Senato

Le parti datoriali ed i soliti sei sindacati, CGIL, CISL, UIL, FAST, UGL e ORSA, hanno firmato il rinnovo del CCNL Mobilità/ Attività Ferroviarie.

Da quanto apprendiamo dai comunicati, è previsto un incremento economico sullo stipendio base di circa 100 euro, mentre la parte normativa verrebbe lasciata così com’è, fino al prossimo rinnovo.

Ora, potremmo stare qui a parlare di questi 100 euro, che i ferrovieri vedranno a rate in due anni, quindi con gli aumenti dei prezzi che ci sono stati nemmeno se ne accorgeranno; oppure delle competenze accessorie, che costituiscono una parte fondamentale degli stipendi di macchinisti e capitreno, e che per buona parte restano ferme a vent’anni fa, quando un caffè lo pagavi 70 centesimi; oppure ancora dei “benefit”, quote welfare, Eurofer e polizza sanitaria che si innalzano, insomma, un rinnovo fatto di “buoni benzina e pulizie denti”, ma ci sembra che il tema principale da affrontare sia un altro.

Nel febbraio scorso, quindi stiamo parlando di un mesetto fa, la Commissione Lavoro del Senato ha prodotto una Risoluzione, nella quale si afferma che la normativa applicata al personale turnista delle Ferrovie – e per turnista si intendono macchinisti e capitreno in primis, avendo questi dei turni aciclici, manovratori, operai della manutenzione e via discorrendo – non risulta essere adeguata alle esigenze di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori interessati”.

In particolare per quanto riguarda le pause e i riposi, allo stato attuale non è più esistente il contemperamento tra maggior stress dovuto alle prestazioni di lavoro e un recupero efficace derivante dal riposo successivo.

Quindi, la Commissione Lavoro del Senato si è presa la briga di emanare una Risoluzione che impegna il Governo a porre in essere interventi legislativi volti a disciplinare in modo più coerente con quanto esposto la gestione dei turni e dei riposi del personale viaggiante con specifico riguardo alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori interessati” e “a prevedere una differente disciplina dei turni di lavoro dei macchinisti e capitreno, in considerazione dei rischi cui sono costantemente sottoposti”.

Mentre ieri azienda e sindacati firmano un contratto che non contiene nemmeno uno straccio di miglioramento della normativa, dimostrando totale disprezzo per questo documento e completo menefreghismo nei confronti dell’allarme che con la Risoluzione stessa la Commissione ha inteso lanciare!

Nel frattempo, i lavoratori sono quelli che si trovano a subire. Tantissimi di noi rischieranno ancora di ammalarsi, di infortunarsi anche gravemente, e anche peggio. Ci spiace doverlo ricordare, e a qualcuno il saperlo potrà dare fastidio, ma sta di fatto che i macchinisti morti negli ultimi 7 anni sono 121.

È assurdo continuare a prendere batoste da quattro gatti che decidono per noi; non è forse giunto, e già da tempo, il momento di reagire?

la Redazione di Ancora In Marcia

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