Strage di Viareggio: il 7 marzo si torna in aula per “l’appello bis”

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Strage di Viareggio: il 7 marzo si torna in aula per “l’appello bis”

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È di ieri, 30 dicembre 2021, la notizia che il processo sulla strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, prosegue con l’Appello-bis, lunedì 7 marzo 2022 fissato alle ore 09.30 davanti al Tribunale di Firenze.

Un processo che riprende dopo la vergognosa sentenza della IV° sezione della Cassazione dell’8 gennaio 2021 che aveva ribaltato le precedenti sentenze di I° grado del 31 gennaio 2017 e l’ Appello del 20 giugno 2019. Di fronte alla prima sezione penale della corte dalla Corte d’Appello fiorentina compariranno gli imputati per rideterminare le pene inflitte nei precedenti gradi di giudizio.

Il nuovo processo, nasce da rinvio stabilito dalla Cassazione per 16 imputati fra cui vertici delle Ferrovie. Davanti alla prima sezione penale della Corte fiorentina compariranno gli imputati tedeschi e italiani per la rideterminazione delle pene comminate nel primo processo di secondo grado. Passaggio indispensabile poiché i magistrati del terzo grado di giudizio hanno disposto il venire meno dell’aggravante relativa all’infortunio sul lavoro. Così che ne è derivata la prescrizione dell’omicidio colposo per tutti gli imputati, ai quali rimane contestato solo il reato di disastro ferroviario.

Questi i nomi degli imputati e le relative condanne in Corte d’Appello: Rainer Kogelheide (otto anni e otto mesi); Peter Linowski (otto anni e otto mesi); Johannes Mansbart (otto anni); Joachin Lehmann (sette anni e tre mesi); Mauro Moretti (sette anni); Helmut Brödel (sei anni e dieci mesi); Mario Castaldo (sei anni e dieci mesi); Uwe Kriebel (sei anni e dieci mesi); Andreas Schroter (sei anni e dieci mesi); Michele Mario Elia (sei anni); Roman Mayer (sei anni); Vincenzo Soprano (sei anni); Francesco Favo (quattro anni); Daniele Gobbi Frattini (quattro anni); Emilio Maestrini (quattro anni); Paolo Pizzadini (quattro anni).


Ricordiamo…
La decisione assunta dalla Corte di Cassazione ha confermato, in primo luogo, l’esistenza del reato di omicidio colposo plurimo. Tale reato, con l’eccezione dell’imputato che aveva rinunciato alla prescrizione, è stato dichiarato prescritto in quanto esclusa la circostanza aggravante della violazione delle norme di prevenzione sui luoghi di lavoro. A questa decisione ha fatto seguito la conferma dei risarcimenti in favore di molte parti civili e la revoca degli stessi in favore di alcune altre. 
La decisione ha confermato per numerosi imputati la responsabilità per il reato di disastro ferroviario colposo, così confermando la condanna inflitta dalla Corte di appello di Firenze, che è stata dichiarata definitiva. Per altri imputati ha annullato la sentenza in relazione ad alcuni profili di colpa ed ha rinviato per un nuovo giudizio alla Corte d’appello di Firenze. Per il reato di disastro ferroviario, le condanne al risarcimento dei danni sono state confermate in favore di tutte le parti civili legittimate. La pronuncia di prescrizione, infine, comporta la necessità di una nuova valutazione della pena da irrogare ai ricorrenti, che sarà decisa dal giudice di appello».

Il 7 marzo sarà ancora in vigore lo stato di emergenza da pandemia. E resta da capire quante persone saranno ammesse in aula, a cominciare dai familiari delle vittime, riuniti nell’associazione “Il Mondo che vorrei” che non hanno mai mancato un’udienza.

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